Aree archeologiche
SITI ARCHEOLOGICI
Rupe Canina (sito a
cavallo fra il territorio comunale di Sant'Angelo di Alife e quello
di Raviscanina) si presenta oggi come un caso esemplare e
notevolmente spettacolare di villaggio fortificato dell'epoca
tardo-medievale.
L'insediamento
è collocato sulla sommità di un colle, a poco
più di
500 metri sul livello del mare, in posizione dominante nell'ambito
della Media valle del Volturno, abbracciandone la visuale dalla
confluenza della valle del Lete a nord sino ad Alife ed oltre verso
sud, mentre, verso ovest/nordovest, la vista spazia libera sino al
Tirreno, della cui costa appare il tratto all'altezza di
Mondragone, delimitato dalla mole del monte Massico. Alle spalle
della rocca di Sant'Angelo, verso est, si elevano i contrafforti
della catena del Matese, di cui la stessa altura di Rupe Canina
costituisce una delle prime elevazioni.
Esso si presenta con
una morfologia ben nota per questo tipo d'insediamenti nella
regione mediterranea occidentale.
Sulla sommità
del colle sorge la rocca signorile, delimitata da un poderoso
recinto murario di forma vagamente trapezoidale (lunghezza max m 81
e larghezza max m 44), che racchiude all'interno una serie di
edifici (non tutti riconoscibili al momento attuale, poiché
parzialmente o interamente interrati) pertinenti alla residenza del
signore e dominati da un poderoso maschio quadrangolare, tutti
raggruppati presso l'angolo nordoccidentale del recinto stesso. A
questi edifici si aggiunge, sempre all'interno del recinto, ma
nell'angolo opposto, separato da essi da un'area aperta, una
piccola chiesa mononavata, attualmente dedicata a Santa Lucia, ma
che, in base alle fonti documentarie disponibili, si deve ritenere
fosse in origine dedicato alla Vergine. Questa cappella, oggetto di
restauri piuttosto radicali negli anni '60, serba ancora,
nell'abside, i resti di una decorazione pittorica che, secondo
recenti ipotesi, può datarsi alla prima metà del XII
secolo. L'abside della cappella forma, all'esterno, il bastione
turrito orientale della cinta della rocca.
Il mastio della rocca
di Rupe Canina, centro del sistema fortificato di tutto il sito,
per la sua particolare identità architettonica, pone,
più di ogni altro elemento oggi visibile nell'area, il
problema del collegamento fra i resti materiali e le concitate
vicende storiche che videro in Rainulfo II Drengot e in suo
fratello Andrea gli indiscussi protagonisti, tipici esponenti, come
si è detto, di quella nobiltà normanna, discendente
dai primi conquistatori, con cui il progetto di unificazione
monarchica di Ruggero II d'Altavilla dovette aspramente
misurarsi.